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È una Svezia nel periodo della seconda guerra mondiale, con la freddezza e i colori grigi che quest’ultima ha comportato; una Svezia dai mille segreti, alcuni belli e altri meno belli; una Svezia dagli errori e orrori commessi, celati e poi svelati: perché quando c’è un movente, accompagnato da caparbietà e tenacia, le verità sotterrate vengono sicuramente alla luce.

Ad Erica Falk, protagonista del romanzo Il bambino segreto di Camilla Lackberg, sicuramente non mancano queste doti. Grazie alla sua insistenza, curiosità e testardaggine, vengono svelati sia il mistero che accompagna alcuni oggetti trovati nel baule dei ricordi di sua madre, ormai defunta, che quello legato a due omicidi commessi nel paesino di Fajallbacka. Entrambe le cose sono, infatti, unite da un inquietante e macabro filo conduttore.

L’autrice non si perde in lunghe descrizioni di contesti, paesaggi e personaggi. È molto concreta e lascia parlare i fatti. Attraverso l’intrigante e avvincente storia, si percepisce il disprezzo di Camilla Lackberg nei confronti di chiunque si sia macchiato di crimini contro l’umanità durante la guerra. A volte le azioni turpi e riprovevoli sono state commesse contro la volontà di chi non poteva agire diversamente. Si delineano, infatti, diverse figure: accanto a chi è fanaticamente incline all’odio verso gli ebrei, per un’insana e malata indole, c’è chi ne subisce inconsciamente gli atteggiamenti e i comportamenti. C’è chi per difesa personale o per sopravvivere, è costretto a uccidere e maltrattare, in un contesto di violenza e cattiveria gratuita.

Tuttavia ognuno è responsabile delle proprie azioni e prima o poi deve fare i conti con la verità e con ciò che ha commesso. Purtroppo, non sempre le conseguenze sono quelle che ci si aspetta.

Adelaide De Martino

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